Diario di viaggio – Premi SEOC 2024
Un tour tra le imprese sociali dell’Emilia-Romagna
Viola Capotosti & Jonathan Di Paola
Zaino in spalla e si parte.
È l’inizio di un viaggio breve ma intenso, premio della vittoria al Social Enterprise Open Camp 2024 di Catania, che ci ha portati in giro per l’Emilia-Romagna alla scoperta di alcune tra le imprese sociali più visionarie e radicate del territorio, sostenute da Fondazione Opes-Lcef.
Tre giorni. Cinque tappe. Molti sguardi. Tante parole che si sono fatte gesti. E molte altre che si sono sciolte nel silenzio, nel tempo sospeso dell’ascolto.
Insieme a noi anche Thomas Finazzi e Sofia Bellinello del team Opes. Insieme abbiamo condiviso strade, pranzi, interrogativi. E ora condividiamo qualche traccia.

Prima tappa — Forlì
CavaRei – Impresa sociale
Il nostro tour inizia in uno spazio che già dal primo sguardo comunica cura, colore, visione.
CavaRei è un’impresa sociale che lavora con e per persone con disabilità, attraverso progetti di inclusione lavorativa, arte, educazione, movimento, residenzialità. Ma sarebbe riduttivo dirlo così.
Quello che ci viene raccontato, e soprattutto mostrato, è un paradigma di qualità della vita, un modo di pensare alla persona come totalità, come universo in relazione, non come caso da assistere. Si valorizza il diritto all’espressione, alla scelta, all’intimità. Alla gioia.
“Nell’ascolto della storia di una persona troverò sempre un pezzo di me da scoprire.
Non mi interessa più nemmeno il contenuto. Essere presenti è il gesto politico più profondo.”
Molti di noi sono già stati qui. Ma tornarci ha avuto un altro sapore. Una seconda volta ancora più impattante, più viscerale.
“In questa circolarità strutturale e di pensiero olistico che lega progettazione, creatività, assistenza e lateralità vedo una luce fortissima.”
CavaRei è una missione che si rinnova ogni giorno, e che riesce a coinvolgere profondamente anche chi è solo di passaggio.
CavaRei è una cooperativa sociale nata dalla fusione di Tangram e Il Cammino, attiva nel campo della disabilità e della salute mentale. Opera attraverso servizi educativi, riabilitativi, residenziali e di inserimento lavorativo, sviluppando innovazione sociale e promuovendo la centralità della persona. È parte del Consorzio Solidarietà Sociale Forlì e del Consorzio CGM.

Seconda tappa — Marzabotto
Re_Esistente – Cooperativa di comunità
Cambiamo paesaggio. Ma non cambiamo intensità.
A Marzabotto ci accoglie Il Poggiolo, rifugio culturale immerso nel Parco di Monte Sole, nato dal desiderio di una nuova generazione di attivisti di raccogliere la memoria della Resistenza e restituirla al presente.
Con Angelo, Nadia e Umberto condividiamo racconti, camminate, cene comuni.
Angelo, Nadia – fondatori – ci raccontano un viaggio che parte da Binario 69 e arriva fino alla prossima inaugurazione della Velostazione di Bologna.
Umberto, figlio di partigiani ed ex sindaco di Marzabotto, è un libro aperto di storie e vite. Ci racconta dell’Africa, dei binari, della politica, della montagna. E noi lo ascoltiamo, cercando di assorbire ogni parola.
“La forza della Resistenza ti arriva ai piedi e sale al cuore. È un’eco che spinge a marciare in comunità, per una pace che non sappiamo quando verrà ma che, nel frattempo, ci chiede di esistere e resistere.
Per amor dell’amore. Per giustizia. Anche per chi camminare oggi non può.”
Al Poggiolo si respira un’energia collettiva che è immaginazione attiva.
Abbiamo dormito lì, nel silenzio del bosco. E ci siamo svegliati con il desiderio di costruire luoghi così anche altrove.
Re_Esistente è una cooperativa di comunità nata dall’esperienza antifascista del Rifugio Il Poggiolo. Gestisce spazi di accoglienza, attività culturali e percorsi educativi sulla memoria, la giustizia climatica e i beni comuni. È parte della rete sostenuta da Opes per il valore trasformativo delle sue pratiche civiche.

Terza tappa — Modena
Roots – The Association for the Integration of Women
In una via tranquilla del centro di Modena si apre un piccolo cortile, dominato da un grande Leccio. Qui nasce Roots, ristorante e progetto sociale creato da Caroline, che – da migrante lei stessa – ha costruito un ponte tra empowerment femminile, cucina e formazione.
Caroline, fondatrice dell’Association for the Integration of Women (AIW), ci racconta come dal 2022 donne migranti di 29 paesi del mondo si formano qui per lavorare nel mondo della ristorazione.
Roots è un’esperienza. Le donne che passano da qui seguono un programma di formazione di quattro mesi, e portano la propria cultura in cucina. Il menù cambia con loro. Anche l’identità del luogo cambia, si evolve.
“Da Roots ho capito che tutto parte dando fiducia a chi non daresti mai. In primis, te stessa.
Se smettessimo di odiarci e ci osservassimo come fiori — che poi, dei fiori siamo — quanto è difficile sentire il nostro profumo?”
Ci portiamo via un pranzo delizioso, conversazioni sincere, e una riflessione: il riscatto inizia da uno spazio che ti permette di esistere interamente.
Roots è il ristorante sociale fondato da AIW (Association for the Integration of Women), un’associazione no profit femminile e migrante che promuove l’integrazione socio-economica attraverso percorsi formativi retribuiti nella ristorazione. Il progetto è sostenuto anche da investimenti a impatto sociale e ha raggiunto un tasso di occupazione post-formazione dell’87%.

Quarta tappa — Valsamoggia (BO)
CIM – Cooperativa sociale
Tra colline dolci e campi di lavanda, CIM ci accoglie con semplicità e calore. È un’impresa sociale che lavora sull’inclusione lavorativa e l’autonomia di persone con fragilità. Produzioni artigianali, laboratori, progetti educativi, pastifici, confezionamento e produzione per conto terzi. Ma anche umanità, ironia, e una cucina spettacolare.
“Da CIM c’è la gioia. Più vi osservo e più vedo felicità, libertà, protezione. Spazi non giudicanti. Comunità vere.
Vi guardo e penso: siete meravigliosi e meravigliose.”
Seduti a pranzo tra profumo di lavanda e sorrisi, ci siamo raccontati le nostre vite ed i nostri incontri.
I tortellini? Bonissimi. Ma a restare è il sapore di una normalità conquistata con coraggio.
CIM è una cooperativa sociale di tipo A e B attiva nell’inclusione lavorativa e nella produzione artigianale. Offre percorsi educativi, servizi per disabili, ristorazione sociale e laboratori. Fortemente radicata nel bolognese, è parte delle reti cooperative sostenute da Opes e da Confcooperative. Il suo impatto è misurabile in termini di benessere “plurale” e inserimenti lavorativi qualificati.

Quinta tappa — Bologna
La Venenta – Cooperativa sociale
Ultima tappa. Cuore pesante e occhi aperti.
La Venenta è una cooperativa che accoglie donne vittime di violenza e i loro figli. Luogo di protezione, rifugio, accompagnamento. Comunità che ricostruisce fiducia e autonomia.
“Da La Venenta ci sono storie che il mio cuore fatica a reggere.
Inizio ad osservare in silenzio, bloccando le mie domande perché ho i nodi in gola. Non riesco a riprendere nulla. Non mi interessa.
Chi sono io per entrare qui? Per immaginare? Preferisco ascoltare.
Arrivano dei bambini, magari pensano che siamo lì per controllare. Ma io vorrei solo sapere come si fanno quelle unghie viola con i fiorellini neri.
Vorrei portarli via con me, per giocare anche solo un’ora.”
Anche noi siamo rimasti in silenzio.
Abbiamo pranzato al ristorante Borgo Digani, dove la cooperativa crea occasioni di lavoro per le donne ospiti. Abbiamo salutato piano. Sorriso. Portato via tracce, invisibili ma tangibili.
La Venenta è una cooperativa sociale attiva dal 2011, con una forte vocazione territoriale e una visione sistemica dell’accoglienza. Gestisce comunità mamma-bambino, percorsi per donne vittime di violenza, inserimenti lavorativi e attività agricole. È partner di numerose reti istituzionali e consortili. Il ristorante Borgo Digani rappresenta il suo ponte tra protezione e autonomia.

“Ci metto tempo ad elaborare le cose che vivo.
Per alcune, ci vorrà più del solito. Ma questo viaggio lo porterò con me.”
Anche noi.
Con gratitudine. Con delicatezza.
Con la promessa di restituire, un giorno, ciò che abbiamo ricevuto.
Ci vediamo al #SEOC2025.
Viola & Jonathan
Il viaggio è stato organizzato e promosso da Fondazione Opes-Lcef, attraverso il programma Social Enterprise Open Camp (SEOC), con l’obiettivo di rafforzare la connessione tra imprese sociali e attori emergenti dell’ecosistema dell’impatto.
Grazie per aver reso questo viaggio possibile.





















































































Sales Manager, Isola Catania















































































Assistant Manager, Fondazione Con Il Sud











































































































































