Diario di viaggio – Premi SEOC 2024
Sara Pezzulli e Cristiano Martinelli hanno partecipato all’edizione 2024 del Social Enterprise Open Camp, vincendo, insieme ai loro team, la challenge dedicata ai casi studio. Durante i giorni del SEOC, hanno lavorato con Liquid Therapy, una non-profit irlandese che consente ai bambini di beneficiare degli effetti terapeutici dell’oceano e Re_Esistente, un rifugio culturale collocato nel Parco di Monte Sole.
Il loro premio è stato l’invito a partecipare ad un viaggio alla scoperta di alcune delle imprese sociali supportate da Fondazione Opes-Lcef a Nairobi, in Kenya.
Quanto segue è il loro diario di viaggio.

Un viaggio alla scoperta delle imprese sociali in Kenya
Essere selezionati per il viaggio a Nairobi è stata una opportunità unica. Nessuno dei due era mai stato in Kenya prima, e avere la possibilità di andarci in questo modo è stata un’esperienza che ha superato ogni nostra aspettativa.
Ad accompagnarci in questa avventura c’erano altri membri del team di OPES e visitatori: Thomas, Tommaso, Alejandro ed Elisabetta. La loro presenza ha amplificato la nostra curiosità e l’entusiasmo per ciò che ci attendeva. Alcuni di loro avevano partecipato anche alla spedizione dell’anno precedente e ci hanno raccontato quanto fosse stata un’esperienza straordinaria.
Siamo atterrati in un giorno “freddo” dell’inverno di Nairobi e siamo stati accolti da George e Janet, le nostre guide locali dell’impresa White Gazelle. Hanno coordinato quattro giorni intensi di visite che ci aspettavano e ci hanno accompagnato nella scoperta delle imprese e dell’impatto che hanno sul territorio.
Dopodiché, ci siamo immersi immediatamente nel panorama urbano di Nairobi per raggiungere la nostra prima meta.
Giorno 1
Bottle Logistics
La nostra prima tappa è stata Bottle Logistics, un’impresa fondata da Louisa Gathecha che si occupa del riciclare vetro e bottiglie.
Il suo obiettivo è ridurre i rifiuti di vetro recuperando e facendo upcycling di bottiglie usate e valorizzano vetro rotto.
Lo scorso anno, Bottle Logistics ha aperto un nuovo impianto di lavorazione e ha già raggiunto l’obiettivo di riciclare più di 100.000 tonnellate di vetro al mese.
Nonostante ci sia spazio per ulteriore automazione, Bottle Logistics ha anche l’obiettivo di creare opportunità lavorative e, per questo, il loro processo è ancora largamente basato sul lavoro umano. Inoltre, quasi l’80% dei loro 300 dipendenti sono donne, vero e proprio empowerment!
Louisa ha visione chiara per il futuro di Bottle Logistics: continuare l’espansione della sua impresa per ridurre i rifiuti di vetro e, così facendo, aiutare il pianeta. Come? Creatività e costante ricerca di nuove opportunità, in Kenya e all’estero.
Sara: “Bottle Logistics è costruita attorno a un’idea semplice ma efficace: ridurre i rifiuti di vetro attraverso il lavaggio e l’upcycling delle bottiglie, evitando che finiscano nelle discariche e inquinino l’ambiente. Ora, cercano l’espansione in nuovi mercati e la possibilità di sviluppare ulteriormente la loro visione.”
Cristiano: “Bottle Logistics è cresciuta rapidamente, mostrando un solido business model e la presenza di una crescente domanda per i suoi prodotti e servizi. Tuttavia, come spesso succede nei periodi di rapida espansione, l’organizzazione interna potrebbe incontrare delle difficoltà nel rimanere al passo dello sviluppo commerciale”.

Giorno 2
Il nostro secondo giornoabbiamo deciso di restare in hotel, poiché si prevedevano proteste nelle strade di Nairobi. Lo stesso giorno dell’anno precedente, infatti, la popolazione aveva manifestato contro la corruzione del governo, e alcuni erano stati uccisi a causa della brutalità della polizia.
Un anno dopo, molti giovani kenioti sono tornati in strada per ricordare chi era morto e per confrontarsi con il governo. Purtroppo, le proteste sono nuovamente degenerate in violenza, causando molte vittime.
Per questo, invece di incontrarli in città, Rio Fish e alcuni artisti degli slum di Nairobi sono venuti a trovarci per raccontarci le loro storie.
Rio Fish
Angela e Nixon ci hanno raggiunti dal Lago Vittoria, dove hanno fondato Rio Fish, un’impresa che si occupa di allevamento ittico sostenibile.
Raccontandoci la loro storia, Angela ha ricordato che il Lago Vittoria un tempo era così ricco di pesci che tutti cercavano di venderglieli quando visitavano la zona. Tuttavia, la recente scarsità di pesce, dovuta alla pesca eccessiva, ha portato a una terribile pratica chiamata Jaboya, che espone le donne allo sfruttamento sessuale per poter accedere al mercato del pesce.
Quando Angela ha preso coscienza della situazione, ha deciso, insieme a Nixon, di avviare una propria impresa di allevamento ittico. Oggi, Rio Fish impiega e dà potere a oltre 600 donne, riuscendo anche a allevare pesce in modo sostenibile. Sono inoltre riusciti a coinvolgere con successo la comunità locale, garantendo la sicurezza delle donne e della loro attività.

Rapala Dance Ensemble, Kuza Sanaa e Tamasha Afriqa
Nel pomeriggio abbiamo incontrato artisti provenienti dagli slum di Korogocho, Mathare e Kibera, che hanno raccontato e mostrato come la creatività e l’arte possano essere strumenti per generare cambiamento sociale, aiutando i giovani a uscire dalle dipendenze e dalla criminalità.
Ci hanno parlato delle difficoltà di vivere negli slum e ci hanno mostrato quanto talento e potenziale ci sia in quei luoghi. Hanno raccontato come le persone che incontriamo lungo il nostro cammino possano cambiare la nostra vita e come ognuno di noi possieda un potenziale che aspetta solo di essere scoperto e coltivato.
Poi abbiamo avuto il piacere di vederli esibirsi con la loro musica e le loro danze tradizionali.
Alla fine della giornata, un pensiero ci è rimasto: “Non tutti possono fare tutto, ma tutti possono fare qualcosa.”
Sara: “Abbiamo vissuto una giornata davvero intensa, in cui sia le storie condivise che le proteste in corso ci hanno lasciato riflessivi e più connessi alle lotte che alcune persone affrontano. Da una parte, Rio Fish dimostra come una sfida sociale possa trasformarsi in un’opportunità prospera per le donne e la comunità. Dall’altra, gli artisti hanno mostrato come l’arte possa essere una potente forza motrice per il cambiamento sociale.”

Giorno 3
Shamba Pride
Abbiamo iniziato il nostro terzo giorno visitando la sede di Shamba Pride. Lì abbiamo conosciuto i loro innovativi Digishop, una rete progettata per fornire a oltre 50.000 agricoltori nelle aree rurali svantaggiate input agricoli di qualità e costanti sessioni di formazione.
Attualmente hanno aperto 257 Digishop, ciascuno dei quali è finalizzato a serivire 200 agricoltori. Per raggiungere questo obittivo, si affidano al supporto di agro-dealer che aiutano gli agricoltori a passare da un’agricoltura fortemente dipendente dagli input chimici a un approccio più tecnico e consapevole. Gli agro-dealer ricoprono anche il ruolo di collegamento tra Shamba Pride e gli agricoltori.
Successivamente, siamo andati al villaggio di Kasykeu per vedere di persona il loro impatto e incontrare alcuni degli agricoltori con cui lavorano, che erano lì riuniti per partecipare a una sessione di formazione.
Cristiano: “Parlare con gli agricoltori del villaggio ha chiarito che i prodotti chimici hanno distrutto la loro comunità, aumentando il tasso di mortalità. Oggi la gente cerca un modo alternativo di coltivare. Shamba Pride offre sessioni di formazione e ascolta i bisogni della comunità, e questo sembra essere la chiave del loro rapido sviluppo nel paese.”

Irri-Hub
Nel pomeriggio ci siamo diretti, insieme ad Eric, in campagna per visitare uno dei progetti sviluppati da Irri-Hub, l’impresa di cui è co-founder, che si occupa di dare accesso a sistemi di irrigazione a goccia e fertilizzazione ai piccoli agricoltori.
Attraverso i suoi prodotti e servizi, Irri-Hub aiuta gli agricoltori locali a garantire una produzione agricola stabile, diversificata e di alto valore, migliorando i raccolti e creando posti di lavoro.
Il loro sistema tecnologico fornisce inoltre agli agricoltori informazioni precise sulla composizione del terreno, sulle colture e sui modelli climatici.
Sara: “Sono rimasta davvero colpita dalla passione e dalla dedizione di Eric. Nel corso degli anni ha dimostrato come una gestione efficiente delle risorse idriche possa essere la base per un’attività agricola prospera. Ha anche condiviso un progetto a lui particolarmente caro: una collaborazione con la Ngulwa Primary School Nzaui, dove ha installato un sistema di irrigazione per aiutare gli studenti a coltivare il proprio orto e godere dei prodotti freschi che raccolgono con le proprie mani.”

Giorno 4
Purefresh
Il nostro ultimo giorno è iniziato con la visita a Purefresh.
Purefresh è un’azienda di distribuzione d’acqua fondata nel 2011 e nata dal bisogno della famiglia dei fondatori, Njambi e Antony, di avere acqua pulita, defluorata e a un prezzo accessibile.
Partendo dall’osservazione di filtri già usati per l’irrigazione agricola, hanno sviluppato un sistema a osmosi inversa che filtra l’acqua naturale, rendendola pulita, sicura e potabile.
Oggi Purefresh è leader nel mercato nazionale, fornendo circa 200.000 litri di acqua purificata ogni giorno. Il loro modello consiste nel vendere acqua di buona qualità tramite distributori, ovvero punti vendita dove le persone, oltre che comprare delle bottiglie di acqua purificata, possono ricaricare la propria tanica, permettendo così di ridurre i costi di vendita e rendere l’acqua accessibile a tutti.
Una frase detta da Njambi ci ha colpito particolarmente: “Abbiamo osato sognare che ogni persona potesse avere accesso ad acqua pulita e sicura.”
Sara: “L’energia di Antony e Njambi è inesauribile. Con una domanda nazionale di acqua potabile stimata in 500 milioni di litri al giorno, il loro potenziale di crescita è enorme, così come la concorrenza che sta entrando nel mercato. Tuttavia, continuano a guardare avanti, trovando sempre nuove soluzioni. Riescono a coniugare alla perfezione il sogno con la capacità di realizzarlo.”

Ecodudu
Nel pomeriggio siamo andati a incontrare Ecodudu e i suoi fondatori, Adan e Starlin.
Ecodudu utilizza i rifiuti organici per allevare mosche soldato nere, che vengono impiegate come ingrediente ricco di nutrienti per creare un fertilizzante di alta qualità.
Il potenziale della loro impresa non si ferma qui: continuano a sperimentare per migliorare le qualità dei prodotti già esistenti ed esplorare nuove opportunità di business.
Hanno condiviso con noi una notizia entusiasmante: a causa dell’elevata domanda, stanno per ampliare la loro area di produzione, e ci hanno accompagnato a visitare il luogo dove sorgerà il nuovo stabilimento.
Cristiano: “Ciò che mi ha colpito di più di Ecodudu è la loro capacità e intelligenza nel combinare i rifiuti agricoli per nutrire le mosche e poi utilizzare le mosche per nutrire le piante. Un vero approccio circolare.”

Exotic
Abbiamo concluso la giornata visitando uno dei fornitori da cui Exotic EPZ Ltd compra noci di macadamia.
Exotic EPZ lavora con 10.000 piccoli agricoltori in tutto il Kenya, trasformando ed esportando questo frutto.
Abbiamo avuto l’opportunità di incontrarne la proprietaria di una fattoria, la cui forza e coraggio nella gestione della fattoria sono stati fonte di ispirazione.
Sara: “Abbiamo avuto il piacere di visitare una delle agricoltrici con cui Exotic collabora e di vedere di persona la sua dedizione. Lei collabora con loro per fornire noci di macadamia, fidandosi che offrano prezzi equi basati sul mercato. Exotic può continuare a crescere offrendo maggiore competenza tecnica ed espandendo la propria rete di produttori.”

Cosa portiamo a casa con noi
Sara: “Sono partita senza sapere cosa aspettarmi e sono tornata energizzata dalla vitalità di tutte le imprese che abbiamo visitato. L’intero viaggio è stata una testimonianza bella e potente di come un’idea, quando viene plasmata da un team di supporto, possa arrivare molto lontano.
Abbiamo avuto il piacere di incontrare imprenditori profondamente consapevoli della ricchezza della loro terra e del valore delle loro competenze professionali e imprenditoriali. Mi ha colpito il loro orgoglio e la loro capacità di restare con i piedi per terra, partendo da problemi reali e lavorando concretamente per risolverli.
Ciò che unisce tutte queste aziende è la loro anima green. Alcune sono specializzate nella trasformazione di sottoprodotti in risorse preziose, altre nel rendere più accessibili risorse essenziali, come l’acqua, e altre ancora si concentrano sull’ottimizzazione della filiera per ridurre le inefficienze e quindi l’impatto ambientale.
Dopo averle visitate, un’idea mi è rimasta impressa: essere responsabili verso l’ambiente può andare di pari passo con la costruzione di un business di successo.
Un grande grazie finale a Liquid Therapy per avermi permesso di partecipare al loro caso aziendale al SEOC 2024, e al team di Opes per aver pianificato e reso possibile questo incredibile viaggio.”
Cristiano: “Abbiamo vissuto un Kenya che non avremmo mai potuto scoprire senza il supporto della Fondazione Opes. Le aziende che abbiamo visitato ci hanno offerto uno sguardo sul livello attuale di sviluppo dell’economia kenyota e sulle principali sfide che deve affrontare, soprattutto in termini di avanzamento tecnologico e infrastrutturale.
Incontrare giovani degli slum e agricoltori nei villaggi rurali ci ha anche aiutato a comprendere il contesto sociale in cui queste aziende operano.
Voglio ringraziare tutti i miei compagni di viaggio per gli scambi e le discussioni significative che abbiamo avuto, e la Fondazione Opes per avermi dato questa straordinaria opportunità.”





















































































Sales Manager, Isola Catania















































































Assistant Manager, Fondazione Con Il Sud











































































































































